I DIRITTI DI CHI DEVE FARE UNA RISONANZA MAGNETICA

Quando è necessario sottoporsi ad un esame diagnostico ci sono tre fattori che incidono su di esso: l’urgenza dell’esame, i tempi di attesa ed il costo in base alla propria fascia di reddito. Dato che la Sanità Pubblica è gestita a livello regionale, alcuni di questi elementi potranno variare a seconda della residenza.

L’urgenza dell’esame viene stabilita dal medico curante, dunque per avere un’urgenza alta, il medico dovrà classificare la richiesta medica con il il bollino verde, cosiddetta urgenza differibile, che darà diritto ad eseguire la risonanza entro 72 ore. Per avere questa agevolazione la prenotazione dell’esame dovrà avvenire entro 48 ore dal rilascio dell’impegnativa e dovrà essere effettuata di persona, non online.

Esiste un aspetto non molto conosciuto che potrebbe diventare critico per il rilascio del cosiddetto bollino verde sull’impegnativa della risonanza magnetica, ovvero che ogni medico curante ha a disposizione un numero non illimitato di bollini verdi da poter rilasciare annualmente e che varia a seconda del numero dei suoi pazienti. Nel caso il medico curante abbia terminato il suo numero di bollini verdi li potrà richiedere al distretto, che però valuterà caso per caso l’urgenza della richiesta.

Per quanto riguarda l’aspetto dell’obbligo di prestazione entro le 72 ore in realtà si tratta di 72 ore lavorative, quindi se si avrà in mano la richiesta di venerdì è possibile attendere fino a lunedì se non anche martedì della settimana successiva.

Nel caso in cui il medico curante valuti che il paziente che dovrà sottoporsi all’esame di risonanza magnetica non sia un caso urgente c’è un limite fissato dalla legge nel quale gli deve essere garantita la possibilità di fare l’esame da non urgente, ovvero 60 giorni.

Può capitare che al momento della prenotazione i tempi di attesa siano di gran lunga superiori ai 60 giorni previsti, perché magari la precedenza viene data a chi ha il bollino verde urgente. In pochi sanno che, nel caso in cui la prenotazione presso la propria struttura ospedaliera Asl superi i 60 giorni, sarà possibile rivolgersi a struttura privata, in regime libera professione, senza pagare nessun costo aggiuntivo rispetto al proprio ticket sanitario.

Per fare ciò bisogna fare richiesta al direttore generale dell’Azienda sanitaria di appartenenza, in carta semplice, per “prestazione in regime di attività libero-professionale intramurali” indicando che:

  • è stata prescritta una risonanza magnetica;
  • il Cup ha comunicato l’impossibilità di prenotare la prestazione richiesta prima della data del… (indicare la data che, come detto, deve essere superiore a 60 giorni);
  • la prestazione ha carattere urgente, incompatibile con i tempi di attesa indicati;
  • il decreto legislativo n. 124/1998, all’articolo 3 comma 10, prescrive che i Direttori Generali disciplinino i tempi massimi intercorrenti tra la richiesta e l’erogazione delle prestazioni.

Dunque nella comunicazione bisognerà chiedere:

  • che la risonanza magnetica venga resa in regime di attività libero-professionale intramuraria con onere a carico del Servizio Sanitario Nazionale ai sensi del citato decreto legislativo n. 124/1998 articolo 3, comma 13;
  • che venga fornita immediata comunicazione in merito.

Inoltre il malato dovrà comunicare che, in mancanza di prenotazione in regime di attività libero-professionale intramuraria come sopra richiesta, la suddetta prestazione verrà effettuata privatamente, con preavviso di successiva richiesta di rimborso da parte dell’Azienda sanitaria.

Il cittadino costretto a curarsi presso cliniche private non convenzionate a causa delle interminabili liste di attesa all’ospedale, può ottenere il rimborso dal Servizio Sanitario Nazionale.

L’esame di risonanza magnetica rientrerà in esenzione per i pazienti al quale sarà riconosciuto uno stato avanzato della malattia, invece pagheranno il ticket nel caso in cui sia un esame solo preventivo.

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