Tempi di attesa e classi di priorità per gli interventi clinici
Tempi di attesa e classi di priorità per gli interventi clinici

Purtroppo a volte le lunghe liste di attesa per un intervento chirurgico mettono a rischio la vita delle persone, questo perché la chiamata dall’ospedale per risolvere un problema in sala operatoria arriva più tardi del previsto.

Il Piano nazionale del governo sul contenimento delle liste d’attesa, approvato dal Ministro della Salute e dalle Regioni però, ha stabilito una tempistica entro la quale abbiamo il diritto di essere operati. In questo piano sono indicati i tempi massimi di attesa, che variano in base alla patologia di un paziente e al percorso diagnostico e terapeutico.

La priorità si misura chiaramente in base all’urgenza e allo stato della patologia, definite da una classe di priorità che determina il tempo massimo entro il quale il paziente ha diritto ad essere operato.

Ecco in dettaglio le classi di priorità:
Classe A: ricovero entro 30 giorni, per casi clinici che possono aggravarsi rapidamente o diventare emergenti.
Classe B: ricovero entro 60 giorni, per casi clinici che presentano dolore intenso e gravi disfunzioni, compresi anche casi di grave disabilità che però non presentano i presupposti per aggravarsi rapidamente.
Classe C: ricovero entro 180 giorni, per chi presenta un minimo dolore, disfunzione o disabilità che non ha tendenza ad aggravarsi rapidamente.
Classe D: il ricovero non ha un’attesa massima definita, comprende tutti quei casi clinici che non manifestano dolore o disfunzioni. Il diritto di essere operati è di almeno 12 mesi.

Nel caso in cui è necessario operare a causa di una malattia oncologica, i tempi variano a seconda di dove è stato localizzato il tumore stesso. Il Piano nazionale sul contenimento delle liste di attesa prevede che le Regioni creino un percorso terapeutico preferenziale per questa patologia, stabilendo anche che il malato dovrà essere operato entro 30 giorni dall’indicazione clinica del medico.

Stessa tempistica per le malattie cardiache: entro massimo di 30 giorni il paziente deve essere operato per una patologia cardiovascolare, vale a dire un mese da quando è stato diagnosticato il problema. Ci sono alcuni interventi, come il bypass aortocoronarico o l’angioplastica coronarica che vengono fissati in base alla classe di priorità definita dal medico.

E’ dunque il medico curante che stabilisce il grado di priorità e l’urgenza entro i quali procedere al ricovero o all’appuntamento in sala operatoria. Per quanto riguarda un’eventuale preferenza sulla struttura sanitaria di dove effettuare l’intervento è necessario valutare il sopraggiungere di ulteriori tempi di attesa, questo però senza mai superare i tempi stabiliti dal piano delle liste d’attesa.

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