Visite private pagando solo il ticket

In Italia i cittadini che usufruiscono dell’assistenza sanitaria fornita dallo Stato si trovano a pagare un ticket in base alle prestazione, quali visite, esami specialistici e ricoveri ospedalieri.

Il ticket venne introdotto dal Governo De Mita con il decreto legge 23 marzo 1989, con cifre che si sono modificate ed aumentate nel tempo.

Molto spesso le liste di attesa per un esame o visita specialistica da effettuare in ospedale o con il Servizio Sanitario Nazionale sono lunghissime, infatti in certi casi è possibile accedere a strutture private pagando solo il ticket. Il Governo ha previsto un Piano nazionale delle liste d’attesa in collaborazione con le Regioni e Province autonome, stabilendo le priorità ed i tempi massimi entro il quale un paziente deve ricevere dal Sistema Sanitario la prestazione richiesta, per garantire il diritto fondamentale alla salute del cittadino (art. 32 della Costituzione).

Si stabilisce le priorità temporali, stabilite dal medico curante al momento della prescrizione della richiesta della prestazione, utilizzando le lettere U, B, D e P:

  • la lettera U prevede una prestazione urgente, da erogare entro le 72 ore. La condizione necessaria per il paziente sarà quella di richiedere la prestazione entro 48 ore dalla data della prescrizione.
  • la lettera B prevede esami o prestazioni da fornire al paziente entro 10 giorni.
  • la lettera D invece stabilisce esami rimandabili, non urgenti, infatti le visite potranno essere erogate entro 30 giorni ed entro 60 giorni gli esami strumentali come ad esempio: la mammografia, la risonanza magnetica al cervello e tronco encefalico, alla pelvi, prostata e vescica, la risonanza magnetica muscoloscheletrica, alla colonna vertebrale, l’ecografia al capo e al collo, l’ecocolordoppler cardiaca, l’ecocolordoppler dei tronchi sovra aortici, le ecografie all’addome, alla mammella e ostetriche-ginecologiche.
  • la lettera P indica invece prestazioni programmate, da eseguire entro massimo 180 giorni.

Tra tutte le prestazioni ve ne sono 58 al quale va garantito il tempo massimo di attesa almeno al 90% dei cittadini, con primario riferimento ad esami strumentali da erogare entro 60 giorni, come la Tac con e senza contrasto, al torace, all’addome, al capo, al rachide e allo speco vertebrale e al bacino.

L’art. 3 del decreto 124/1998 già prima del Piano Nazionale definiva l’obbligo di stabilire i tempi massimi di attesa per una data prestazione, con la possibilità per l’assistito di chiedere prestazioni in strutture private nel caso in cui i tempo fossero maggiori.

Per le prestazioni di ricovero abbiamo infatti tre tipologie di liste di attesa contrassegnate come segue:

  • lettera A per ricoveri entro 30 giorni, per casi clinici di emergenza o con potenziale aggravamento della salute.
  • lettera B ricovero entro 60 giorni, per casi che non presentano disfunzioni tali da tendere ad aggravarsi e diventare emergenti.
  • lettera C prevede invece un ricovero entro 180 giorni, per pazienti con dolore minimo e non grave.
  • lettera D prevede un ricovero senza attesa massima definita, per casi clinici che non presentano dolore o disfunzioni, con tempo massimo di attesa 12 mesi.

Non è automatico l’accesso diretto a struttura provata per l’erogazione di prestazioni sanitarie, infatti il paziente dovrà inviare una richiesta in carta semplice al direttore generale dell’azienda sanitaria locale, indicando dati personali e termini massimi prescritti dal piano nazionale non rispettati, portando prova dell’effettiva presentazione della richiesta di prenotazione sanitaria.

Solo dopo la risposta il paziente potrà recarsi in struttura privata ed effettuare l’esame al prezzo del ticket.

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