Il nostro è un macchinario convenzionale dotato di sofisticati metodi di risparmio della dose radiante al paziente tramite l’utilizzo di esposimetri automatici.

Solitamente a partire dai 20-25 anni ogni donna dovrebbe farsi visitare dal proprio medico di base e controllare il seni con l’autopalpazione. A partire dai 30 anni, sarebbe opportuno fare un’ecografia al seno (che è l’esame meno invasivo) ogni anno; a partire dai 40 anni è opportuno il controllo annuale con la mammografia .

Il costo dell’esame mammografico presso il nostro centro è inferiore a quello del ticket minimo previsto dal sistema pubblico e con tempi di attesa praticamente inesistenti.

  • PER SAPERNE DI PIU’

    La mammografia è una particolare radiografia delle mammelle che, grazie alle apparecchiature che utilizzano sistemi digitali, impiega una bassissima dose di raggi X: è un esame fondamentale per la prevenzione del tumore della mammella, poiché è in grado di individuare anche lesioni di piccole dimensioni. La maggior parte dei carcinomi mammari diagnosticati in fase precoce si risolvono positivamente; se invece la scoperta avviene in una fase più avanzata, le possibilità di trattamento e guarigione sono certamente più limitate. I medici, ma anche il SSN, consigliano di iniziare a sottoporsi a mammografia a partire dall’età di 40/45 anni, quando la struttura mammaria, modificandosi gradualmente, diventa sempre meno ricca di componente ghiandolare e sempre più ricca di tessuto adiposo.

    Il limite maggiore della mammografia è rappresentato dalla “mammella densa”, in cui strutturalmente prevale la quota di tessuto ghiandolare rispetto a quello adiposo. In queste condizioni, la radiopacità omogenea indotta dal tessuto ghiandolare fa sì la eventuale lesione non sia facilmente individuabile ; in questo caso, l’ecografia diventa un indispensabile e valido supporto diagnostico della mammografia ed è per questo che, talvolta , il Medico Radiologo può richiedere, a completamento della mammografia, anche un esame ecografico, che non è mai sostitutivo, ma complementare, perché mirato sulle immagini radiografiche.

    La mammografia non necessita di alcun tipo di preparazione, se non l’accorgimento (per le donne non in menopausa) di sottoporsi all’esame nel periodo compreso tra il 5 ° ed il 12 ° giorno dall’inizio della mestruazione. Questo per evitare di eseguire la mammografia nel periodo ovulatorio, quando generalmente la mammella è molto tesa e spesso spontaneamente dolente.

    Nonostante la mammografia impieghi bassissime dosi di raggi X, è opportuno che non venga eseguita in gravidanza, soprattutto nel primo trimestre: è quindi da evitare l’esame se non è possibile escludere ,con sicurezza , un’eventuale gravidanza.

    Non procura dolore, al massimo solo un lieve e momentaneo disagio per il delicato sistema di compressione sulla mammella, necessario per ottenere immagini più nitide e precise.

    L’esame dura pochi minuti e viene eseguito con un particolare strumento radiologico chiamato mammografo, in grado di proiettare un fascio di raggi x mirato sulla mammella. L’esame mammografico viene generalmente eseguito in stazione eretta, a seno nudo, appoggiando una mammella alla volta su un apposito ripiano ad altezza regolabile. L’apparecchio determina una leggera compressione sulla ghiandola che migliora la qualità dell’immagine mammografica. Normalmente vengono eseguite due o tre radiografie per ciascuna mammella con riprese dall’alto verso in basso, obliquamente e lateralmente, per una completa visione di tutta la ghiandola. La mammografia viene in genere seguita da una visita clinica e completata dal confronto con le mammografie eseguite precedentemente per individuare eventuali variazioni.

    I controlli al seno purtroppo però hanno dei limiti intrinseci, con possibilità di errore diagnostico (falso positivo o falso negativo) legati a vari fattori. Circa il 15-20% dei tumori mammari non si vede alla sola mammografia per cui si rende necessario completare l’esame con la visita senologica e l’ecografia. Nonostante l’esecuzione delle suddette procedure diagnostiche circa il 10-15% delle neoplasie si rende evidente solamente nei controlli successivi (il cosiddetto “cancro intervallo“). È per questo che è molto importante rispettare la periodicità dei controlli.