Il nostro Centro dispone della TC volumetrica “Cone Beam”, una particolare e nuova apparecchiatura Tomografica Computerizzata in grado di acquisire tutto il volume da indagare in un’unica rotazione.

Tale apparecchiatura è dedicata  esclusivamente alla zona del cranio ( seni paranasali , arcate dentarie , etc ).

I vantaggi di questo macchinario sono quelli di ottenere buone immagini con dosi di radiazioni ai pazienti inferiori a quelle somministrate, sia con le TC ( da 5 a 20 volte inferiori) che con la radiologia tradizionale; il tempo di esposizione è ridotto a pochi secondi ed è molto più confortevole per i pazienti perché sono in posizione seduta o in piedi, rispetto alla TC tradizionale (nella quale il paziente è supino).

Per eseguire questo tipo di esame non occorre alcuna preparazione da parte del paziente.

  • PER SAPERNE DI PIU’

    La tomografia computerizzata Dentale Cone Beam (CBCT), o più esattamente definita di recente CB3D ha rivoluzionato la diagnostica radiologica odontoiatrica e maxillo-facciale rendendo disponibili ricostruzioni 3D delle strutture anatomiche esaminate.

    La CT cone beam è diventata sempre più importante nella pianificazione del trattamento e nella diagnosi nell’implantologia in quanto permette di valutare qualità e quantità di osso disponibile e prevedere possibili cause di insuccesso e in ortodonzia.

    La Cone Beam 3D è una tecnica utilizzata per acquisire dati e immagini di uno specifico volume del massiccio facciale o del cranio. Grazie a specifici e potenti software di elaborazione, questa tecnica offre immagini diagnostiche volumetriche, esponendo il paziente a dosi radianti bassissime.

    La CB3D rappresenta l’ultima generazione delle macchine per imaging radiologico in campo odontoiatrico e riunisce, quelli di altre metodiche ormai consolidate come l’OPT (ortopantomografia o panoramica) e le radiografie del cranio in latero-laterale e postero-anteriore, a uso cefalometrico, rappresentazioni che sono direttamente realizzabili con i software applicativi.

    La CB impiega una sorgente di raggi X di forma conica o piramidale che ruota attorno al massiccio facciale del paziente, compiendo un unico giro completo di 360° gradi intorno al paziente. I raggi che lo hanno quindi attraversato vengono poi acquisiti da un detettore che cattura le immagini relative alla sua anatomia, inviandole alla workstation per l’elaborazione. L’emissione del fascio radiante può essere continua o pulsata. In particolare, quest’ultima consente di ridurre l’esposizione, in quanto è piuttosto piccola e si limita alla sola area interessata. Alla fine dell’esame, si disporrà di un insieme di 360 esposizioni o immagini. Questo volume di informazioni viene elaborato e presentato graficamente sotto forma di immagini anatomiche utili a fini diagnostici: sono sezioni della mandibola o del mascellare rappresentate nei tre piani spaziali, in sagittale, coronale e assiale. È inoltre possibile realizzare visioni d’insieme e rendere l’osso più o meno trasparente per evidenziare strutture che sono nel suo interno.

    La particolarità di avere un fascio conico, invece che a “spazzola” come nei tomografi TC, permette ad ogni esposizione di coprire l’intero campo di vista e quindi in un unico giro acquisire una serie immagini bidimensionali complete della parte anatomica in esame, nelle diverse proiezioni. Il numero di immagini è variabile e dipende dalle scelte dell’operatore e dalle caratteristiche del sistema: più immagini vengono acquisite, più si avrà una miglior qualità del risultato finale a scapito, tuttavia, di una maggior esposizione del paziente alle radiazioni ionizzanti. La serie di proiezioni acquisite verranno poi elaborate da un software che produrrà un set tridimensionale che servirà da base per successive rielaborazioni che porteranno alle ricostruzioni nei tre piani ortogonali (assiale, sagittale, coronale). Il risultato finale è un’immagine tridimensionale

    Inoltre, gli artefatti tecnici dovuti alla presenza di metallo nelle protesi a ponte o negli impianti risultano particolarmente accentuati nella TC tradizionale e spesso danneggiano irreparabilmente la qualità dell’esame. Proprio per le sue caratteristiche intrinseche, questo inconveniente è invece praticamente inesistente utilizzando la tecnica Cone Beam 3D.

    In conclusione, relativamente alle applicazioni in campo odontoiatrico e maxillo-facciale, la tecnica Cone Beam 3D si dimostra superiore alla TC tradizionale per la maggior definizione delle sue immagini, perché permette migliori contrasti tra strutture di diversa densità (gengiva-osso), per la minore esposizione alle dosi radianti, perché l’esame è generalmente più breve, con il paziente in posizione più comoda.