Il nostro centro dispone di un macchinario TC Philips 16 Slice di ultima generazione installata a Marzo 2016.

La TC – Tomografia Computerizzata -viene utilizzata principalmente per analizzare fratture e per il follow up del paziente oncologico e la sua particolarità è riuscire a fornire immagini tridimensionali e indicazioni sulla funzionalità della struttura anatomica esaminata grazie ad un fascio di raggi X, inferiore rispetto al macchinario precedente, che attraversa il nostro corpo: il macchinario attualmente in uso, ha una maggiore velocità di acquisizione di immagini a strati sottili e quindi fornisce immagini più definite, con possibilità, in sede di esame, di acquisizione di maggiori volumi.

Il paziente viene fatto accomodare nello spogliatoio e invitato a togliere i vestiti dalla zona del corpo da indagare e dovrà, inoltre, aver cura di rimuovere eventuali oggetti di metallo che potrebbero interferire con i risultati dell’esame (cinture, anelli, orologi, catenine, ecc.).Una volta pronto, il paziente viene fatto accomodare sul lettino .

L’esame dura mediamente  20 minuti circa.

La TC, può essere utilizzata senza e con mezzo di contrasto.

Il contrasto è  una sostanza liquida che viene iniettata per endovena esclusivamente da un’anestesista. Serve per ottenere immagini più particolareggiate rispetto ad una TAC normale. Per poter utilizzare il contrasto, viene richiesta una preparazione (da verificare nell’apposita sezione di questo sito).

  • PER SAPERNE DI PIU’

    La Tomografia computerizzata o TC è una metodica di diagnostica per immagini utilizzata ormai da più di due decenni ed utilizza Raggi X.

    Rispetto alla radiologia tradizionale, la TC è una tecnica più veloce, in quanto fornisce un numero più elevato di immagini in tempi molto rapidi e, pur in presenza di assorbimento di una dose di raggi x superiore rispetto ad una semplice radiografia, è comunque senza danni per il paziente.

    Per poter ricavare informazioni dettagliate di specifiche areee dell’organismo è necessario radiografare la sezione da più angoli. Il fascio di raggi X viene così proiettato seguendo in successione numerose traiettorie diverse.

    Per questo motivo l’aggettivo “assiale”, riferito alla proiezione del fascio lungo l’omonimo piano, così come avveniva nei primi prototipi, è inappropriato perché obsoleto. Oggi proprio in virtù della trasversalità delle scansioni non si parla più di TAC (tomografia assiale computerizzata) ma di TC (tomografia computerizzata).

    Quando un fascio di raggi X attraversa il nostro corpo viene variamente frenato dalle differenti strutture anatomiche. In particolare tale fascio è tanto più attenuato quanto più dense sono le strutture attraversate: la macchina in uso nel nostro centro, anch’essa rinnovata nel 2016, è in grado di captare tali differenze ed è così  possibile ricostruire artificialmente un’immagine precisa e dettagliata  e anche tridimensionale della sezione attraversata.

    La TC, a differenza della radiografia tradizionale, si avvale di un potente elaboratore matematico che riesce a valutare anche le più lievi perdite di intensità del fascio differenziando anche strutture con modesta differenza di densità.

    COME SI FA L’ESAME.

    Per le pazienti in età fertile , è di fondamentale importanza, escludere lo stato di gravidanza prima di effettuare l’esame per possibili effetti patogeni sul feto.

    L’indagine dura in media dai 15 minuti (se TC diretta) ai 25 minuti (se da eseguire con mezzo di contrasto).

    In alcuni casi è fondamentale l’impiego del mezzo di contrasto, in particolare per lo studio dell’addome e del torace.

    Il mezzo di contrasto è un farmaco a base di iodio che viene iniettato per via endovenosa e migliora le immagini rendendole più nitide e permette di evidenziare gli organi o altre strutture prese in esame.  Per poter effettuare questa somministrazione è necessario che il paziente abbia effettuato l’esame del sangue della creatinemia in data non antecedente ad 1 mese prima dell’esecuzione della TC al fine di escludere la possibile presenza di alcune patologie (come ad esempio il Mieloma multiplo, Insufficienza renale ecc..)che impedirebbero la somministrazione del mezzo di contrasto. Inoltre, il paziente deve essere digiuno da almeno 6 ore e dovrà portare con sé tutta la documentazione in possesso inerente alla parte da studiare.

    In casi rarissimi, è possibile che in seguito all’iniezione del mezzo di contrasto, si possano verificare effetti indesiderati (come nausea, vomito, reazioni allergiche, manifestazioni cutanee o respiratorie e in casi ancora più gravi collasso cardio-circolatorio), ma in questi casi verrà subito soccorso dal medici responsabili sempre presenti.

    In caso di allergie al mezzo di contrasto ormai appurate, e in caso di indispensabile somministrazione di quest’ultimo, il paziente dovrà seguire una specifica preparazione nei tre giorni precedenti all’esame.

    Prima dell’inizio dell’esame il paziente verrà chiamato dal Tecnico radiologo e verrà da subito interrogato dal Medico Radiologo per conoscere con esattezza i motivi dell’esame e sapere se ha mai avuto episodi di reazioni avverse dopo la somministrazione al mezzo di contrasto. Verificherà inoltre, insieme al Medico anestesista i valori dell’esame del sangue della creatinemia per escludere patologie  per le quali, il mezzo di contrasto, sarebbe non somministrabile.

    Subito dopo il colloquio, il paziente verrà fatto accomodare nello spogliatoio dove potrà lasciare i suoi vestiti  e tutti gli oggetti metallici che indossa, in quanto quest’ultimi potrebbero dare artefatti alle immagini. Verrà poi sistemato sul lettino scorrevole dell’apparecchiatura e inviato a rilassarsi e a rimanere immobile al fine di rendere le immagini più nitide possibile evitando quindi di dover ripetere parte dell’esame.

    Prima dell’inizio dell’esame, il personale infermieristico introdurrà un ago in vena che servirà per iniettare il mezzo di contrasto.