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]]>LA TUA SALUTE AL PRIMO POSTO
Gli esami del sangue dicono moltissimo riguardo la situazione di salute della persona, per questo abbiamo pensato a diversi pacchetti a tariffe agevolate:
Per info e prenotazioni contattare il numero del centralino 0583/495482 (tasto 1) dal Lunedì al Venerdì dalle ore 9:00 alle ore 13:00 e dalle ore 14:00 alle ore 19:00 ed il Sabato dalle ore 9:00 alle ore 13:00 OPPURE scrivere alla mail [email protected]
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]]>L'articolo COMUNICAZIONE PREVISTA DALLA LEGGE N° 124/2017 E SUCCESSIVE MODIFICHE ED INTEGRAZIONI proviene da Checkup Center.
]]>Fra gli obblighi imposti alle aziende , a seguito degli aiuti che lo stato ed altri enti hanno dato alle stesse a seguito della pandemia, c’è quello della comunicazione relativa ad aiuti e/o contributi avuti nel corso del 2020 che, a seguito di varie proroghe , va effettuata entro e non oltre il 31/12/2021
Non si capisce bene, o almeno noi non l’abbiamo capito in modo chiaro , cosa debba essere comunicato ma, poiché la normativa prevede pesanti sanzioni per la mancata comunicazione , si fa presente che gli obblighi informativi per le erogazioni pubbliche: gli aiuti di Stato e gli aiuti de minimis ricevuti dalla nostra società, ove ve ne siano stati , sono contenuti nel Registro nazionale degli aiuti di Stato di cui all’art. 52 della L. 234/2012 e consultabili al seguente link, https://www.rna.gov.it/RegistroNazionaleTrasparenza/faces/pages/TrasparenzaAiuto.jspx
inserendo come chiave di ricerca, nell’apposito campo, il codice fiscale della nostra azienda che, come si evince anche dalla Camera di Commercio, è 01547390466
Ad ogni buon conto , per ogni qualsiasi obbligo e/o necessità, si evidenzia che alla nostra società sono stati riconosciuti :
– Un credito d’imposta sulle locazioni ammontante a complessive € 21.838,,00 – art. 28 del D.L. 34 /2020 (così detto Decreto Rilancio ) per i mesi da marzo a giugno 2020 – con specifico riferimento alla normativa prevista a favore dei contribuenti aventi domicilio fiscale nel territorio di comuni colpiti da eventi calamitosi al momento della dichiarazione dello stato di emergenza per la pandemia Coronavirus;
– Un contributo a fondo perduto ammontante complessivamente ad € 8.123,00 – art 25 D.L. 34 / 2020 ricevuto in data 25/6/2020”
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]]>L'articolo Tempi di attesa aggiornati al 1.02.2019 proviene da Checkup Center.
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]]>L'articolo Tempi di attesa aggiornati al 01 Luglio 2018 proviene da Checkup Center.
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]]>L'articolo Il decreto che accorcia le liste d’attesa proviene da Checkup Center.
]]>Il decreto legislativo 124 del 1998 infatti, consente ad un paziente malato di ricevere visite specialistiche nell’ambiente ospedaliero (intramoenia) da medici, fuori dall’orario di lavoro, sotto pagamento solo di un ticket basato sul reddito.
In realtà arrivato in ospedale il paziente si trova a dover affrontare una lunga attesa solo per sapere le date disponibili per una visita, per poi sentirsi dire che il primo esame disponibile è tra qualche mese o addirittura un anno.
Esiste un tempo massimo per il quale il Sistema sanitario deve garantire le visite mediche, ci sono infatti delle classi di priorità:
U, urgente: da eseguire entro 72 ore
B, breve: da eseguire entro 10 giorni
D, differibile: da eseguire entro 30 giorni per le visite o 60 per esami diagnostici
P, programmata
La classe che prenderemo di riferimento è la D, per la quale la legge fissa in 30 o 60 giorni il limite massimo per la visita. Molto spesso capita che questi tempi si allungano, per dare precedenza a pazienti con classe di priorità maggiore. Questo porta a ricorrere a visite mediche private, comportando un costo maggiore.
Allore ecco che entra in gioco il decreto legislativo 124 del 1998, il quale prevede che in caso la visita non venga eseguita nei tempi stabiliti dal Piano Nazionale il paziente avrà diritto ad una visita all’interno dell’ospedale, come fosse una visita privata, ovvero da medici fuori dell’orario di lavoro. La cosa importante è che il costo della visita rimane legato al ticket sanitario, grazie alle convenzioni che l’Asl stipula con i medici.
Per richiedere questa visita non bisogna rivolgersi al CUP, ma andrà presentata una richiesta in carta semplice al direttore generale dell’Asl di appartenenza riportando come oggetto “prestazione in regime di attività libero-professionale intramuraria”.
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]]>L'articolo Pronto soccorso, diritti e doveri di un paziente proviene da Checkup Center.
]]>E’ bene ricordarci però che ci sono dei diritti specifici nei confronti dei pazienti che si rivolgono al pronto Soccorso.
La priorità della visita per chi si rivolge al pronto soccorso non si basa sull’ordine di arrivo, ma dipende dall’urgenza del proprio caso. Un infermiere specializzato valuterà infatti la gravità ed urgenza di ogni paziente che si presenterà all’accettazione, attribuendone un codice colore.
Il Pronto Soccorso non deve essere scambiato per un sostituto del medico di base e nemmeno un luogo in cui recarsi per risolvere qualsiasi lieve malessere. Questo comportamento può compromettere il “funzionamento” del pronto soccorso e danneggiare i pazienti che arrivano in condizioni critiche.
E’ necessario invece andare al pronto soccorso in caso di pericolo di vita, per cure in tempi brevi con rischio di aggravare uno stato di salute, per traumi o sintomi acuti che impediscono di svolgere normali attività.
Dal momento che il paziente arriva in pronto soccorso vengono assegnati dei codici di priorità:
ROSSO: emergenza e pericolo di vita, con intervento immediato.
GIALLO: urgenza con potenziale pericolo di vita.
VERDE: urgenza differibile che non sussiste pericolo di vita.
BIANCO: non urgenza, il paziente in questo caso verrà assistito comunque, ma dopo aver lasciato spazio ai codici più gravi.
Esistono inoltre codici speciali come il ROSA per supportare vittime di violenze o codice ARGENTO per le persone anziane.
Ma quali sono i diritti di un paziente che si reca al pronto soccorso?
Un paziente ha il diritto di ricevere trattamenti adeguati ed essere eventualmente indirizzato in strutture appropriate in base alla diagnosi finale. La visita deve dunque essere sempre garantita, anche se i sintomi non presentano gravi patologie.
C’è dunque un diritto di dignità personale, che deve essere garantito a chiunque si presenti al pronto soccorso, senza discriminazioni in caso di patologie o sintomi che potrebbero essere risolti più banalmente di altri.
Il medico dopo la visita di ogni paziente deve poter garantire la continuità di un percorso di cura che valuti l’eventuale nuova diagnosi fatta al momento della visita al pronto soccorso.
Esiste inoltre il cosiddetto diritto alle sei ore, ovvero il diritto di permanere in pronto soccorso per un tempo minimo indispensabile e non oltre le 6 ore.
Per quanto riguarda il ticket, solo i codici bianchi dovranno pagarlo, a meno che non siano minori di 14 anni o categorie esenti. Inoltre il costo del ticket cambia a seconda della regione.
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]]>L'articolo Tempi di attesa aggiornati al 20 Febbraio 2017 proviene da Checkup Center.
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]]>L'articolo I DIRITTI DI CHI DEVE FARE UNA RISONANZA MAGNETICA proviene da Checkup Center.
]]>L’urgenza dell’esame viene stabilita dal medico curante, dunque per avere un’urgenza alta, il medico dovrà classificare la richiesta medica con il il bollino verde, cosiddetta urgenza differibile, che darà diritto ad eseguire la risonanza entro 72 ore. Per avere questa agevolazione la prenotazione dell’esame dovrà avvenire entro 48 ore dal rilascio dell’impegnativa e dovrà essere effettuata di persona, non online.
Esiste un aspetto non molto conosciuto che potrebbe diventare critico per il rilascio del cosiddetto bollino verde sull’impegnativa della risonanza magnetica, ovvero che ogni medico curante ha a disposizione un numero non illimitato di bollini verdi da poter rilasciare annualmente e che varia a seconda del numero dei suoi pazienti. Nel caso il medico curante abbia terminato il suo numero di bollini verdi li potrà richiedere al distretto, che però valuterà caso per caso l’urgenza della richiesta.
Per quanto riguarda l’aspetto dell’obbligo di prestazione entro le 72 ore in realtà si tratta di 72 ore lavorative, quindi se si avrà in mano la richiesta di venerdì è possibile attendere fino a lunedì se non anche martedì della settimana successiva.
Nel caso in cui il medico curante valuti che il paziente che dovrà sottoporsi all’esame di risonanza magnetica non sia un caso urgente c’è un limite fissato dalla legge nel quale gli deve essere garantita la possibilità di fare l’esame da non urgente, ovvero 60 giorni.
Può capitare che al momento della prenotazione i tempi di attesa siano di gran lunga superiori ai 60 giorni previsti, perché magari la precedenza viene data a chi ha il bollino verde urgente. In pochi sanno che, nel caso in cui la prenotazione presso la propria struttura ospedaliera Asl superi i 60 giorni, sarà possibile rivolgersi a struttura privata, in regime libera professione, senza pagare nessun costo aggiuntivo rispetto al proprio ticket sanitario.
Per fare ciò bisogna fare richiesta al direttore generale dell’Azienda sanitaria di appartenenza, in carta semplice, per “prestazione in regime di attività libero-professionale intramurali” indicando che:
Dunque nella comunicazione bisognerà chiedere:
Inoltre il malato dovrà comunicare che, in mancanza di prenotazione in regime di attività libero-professionale intramuraria come sopra richiesta, la suddetta prestazione verrà effettuata privatamente, con preavviso di successiva richiesta di rimborso da parte dell’Azienda sanitaria.
Il cittadino costretto a curarsi presso cliniche private non convenzionate a causa delle interminabili liste di attesa all’ospedale, può ottenere il rimborso dal Servizio Sanitario Nazionale.
L’esame di risonanza magnetica rientrerà in esenzione per i pazienti al quale sarà riconosciuto uno stato avanzato della malattia, invece pagheranno il ticket nel caso in cui sia un esame solo preventivo.
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]]>L'articolo Tempi di attesa e classi di priorità per gli interventi clinici proviene da Checkup Center.
]]>Il Piano nazionale del governo sul contenimento delle liste d’attesa, approvato dal Ministro della Salute e dalle Regioni però, ha stabilito una tempistica entro la quale abbiamo il diritto di essere operati. In questo piano sono indicati i tempi massimi di attesa, che variano in base alla patologia di un paziente e al percorso diagnostico e terapeutico.
La priorità si misura chiaramente in base all’urgenza e allo stato della patologia, definite da una classe di priorità che determina il tempo massimo entro il quale il paziente ha diritto ad essere operato.
Ecco in dettaglio le classi di priorità:
Classe A: ricovero entro 30 giorni, per casi clinici che possono aggravarsi rapidamente o diventare emergenti.
Classe B: ricovero entro 60 giorni, per casi clinici che presentano dolore intenso e gravi disfunzioni, compresi anche casi di grave disabilità che però non presentano i presupposti per aggravarsi rapidamente.
Classe C: ricovero entro 180 giorni, per chi presenta un minimo dolore, disfunzione o disabilità che non ha tendenza ad aggravarsi rapidamente.
Classe D: il ricovero non ha un’attesa massima definita, comprende tutti quei casi clinici che non manifestano dolore o disfunzioni. Il diritto di essere operati è di almeno 12 mesi.
Nel caso in cui è necessario operare a causa di una malattia oncologica, i tempi variano a seconda di dove è stato localizzato il tumore stesso. Il Piano nazionale sul contenimento delle liste di attesa prevede che le Regioni creino un percorso terapeutico preferenziale per questa patologia, stabilendo anche che il malato dovrà essere operato entro 30 giorni dall’indicazione clinica del medico.
Stessa tempistica per le malattie cardiache: entro massimo di 30 giorni il paziente deve essere operato per una patologia cardiovascolare, vale a dire un mese da quando è stato diagnosticato il problema. Ci sono alcuni interventi, come il bypass aortocoronarico o l’angioplastica coronarica che vengono fissati in base alla classe di priorità definita dal medico.
E’ dunque il medico curante che stabilisce il grado di priorità e l’urgenza entro i quali procedere al ricovero o all’appuntamento in sala operatoria. Per quanto riguarda un’eventuale preferenza sulla struttura sanitaria di dove effettuare l’intervento è necessario valutare il sopraggiungere di ulteriori tempi di attesa, questo però senza mai superare i tempi stabiliti dal piano delle liste d’attesa.
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]]>L'articolo Ecografia: come funziona, le tipologie e come prepararsi proviene da Checkup Center.
]]>Durante questi esami viene applicato un gel specifico sulla pelle del paziente, necessario per trasmettere il segnale; il medico ecografista (la cui abilità incide fortemente sulla qualità della diagnosi finale) durante l’ecografia cerca eventuali anomalie e si focalizza sull’area d’interesse, per poi salvare l’immagine e consegnarla al paziente al termine della visita. L’ecografia viene considerata, solitamente, come esame di base rispetto a tecniche di imaging più complesse come possono essere la TAC o RMN.
La preparazione all’esame dipende dalla zona di interesse per l’ecografia, infatti per l’ecografia muscolare, tendinea, transvaginale, mammaria o tiroidea non è richiesta alcuna preparazione particolare, non emette radiazioni ionizzanti e ha tempi molto veloci.
Per ecografia totale dell’addome il paziente dovrà alimentarsi con brodo di carne, pesce, carne bianca, prosciutto crudo, patate lesse, zucchine il giorno precedente l’esame. Niente latte, latticini (formaggi), caffè, bevande gassate o alcoliche, pane e pasta. Il giorno dell’esame il paziente può fare colazione con tè o succo di frutta, ma deve essere digiuno da almeno 6 ore. Un’ora prima dell’esame bere un litro d’acqua circa, senza poi urinare, per avere la vescica piena al momento dell’esecuzione dell’ecografia.
Per un’ecografia dell’addome inferiore (vescica, prostata, utero, scroto) un’ora prima dell’esame bere un litro d’acqua circa senza poi urinare, per avere la vescica piena al momento dell’esecuzione dell’ecografia. Per la zona dell’addome superiore invece il giorno dell’esame il paziente deve essere digiuno da 6 ore.
Questa tipologia di esame permette lo studio di organi interni mediante ultrasuoni. I cristalli di quarzo attraversati da una corrente elettrica generano delle onde sonore che non possono essere udite dall’orecchio umano e perciò sono chiamate ultrasuoni. Le onde ad altra frequenza (ultrasuoni) attraversano i tessuti e gli organi del corpo senza provocare alcun danno; gli ultrasuoni viaggiano benissimo nell’acqua, un po’ meno nei solidi e malissimo nell’aria ed è per questo che la zona in cui si trova l’organo da esaminare viene cosparsa di un gel che elimina ogni più piccola bolla d’aria fra la superficie corporea e la sonda ecografica.
A seconda dell’organo da esaminare ci saranno echi di ritorno diversi che creeranno immagini diverse, e ciò darà la possibilità all’esperienza dello specialista di fare un accurato referto ecografico.
Un aspetto molto importante, che invece molti sottovalutano, sono i macchinari utilizzati per l’ecografia, una tecnologia avanzata aiuta sempre di più la lettura dei dati.
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