prevenzione tiroide

Quando si parla di tiroide, è più che mai importante parlare di prevenzione.

Il nostro screening alla tiroide analizza i principali parametri della funzionalità tiroidea, andando quindi a individuare eventuali anomalie, più o meno gravi.

Tiroide: una farfalla da salvaguardare

Eh sì, perché la sprevenzione tiroideua forma ricorda molto quella di una farfalla: lobo destro e lobo sinistro, mentre il segmento trasversale che li unisce è chiamato istmo. 

È una ghiandola endocrina, cioè a secrezione interna, situata nella zona anteriore del collo, davanti alla laringe e ai primi anelli tracheali; nella superficie posteriore arriva a contatto con l’esofago.

L’importanza della tiroide è data dal fatto che produce e immette nella circolazione sanguigna degli ormoni, che permettono di stimolare le funzioni di altri organi, tra cui l’aumento del consumo di ossigeno a riposo, il battito cardiaco, la temperatura corporea, l’effetto trofico sui muscoli, lo sviluppo del sistema nervoso centrale e la crescita corporea.

Al suo interno, è composta da follicoli, sfere di tessuto rivestite da uno strato di cellule follicolari. La sua funzionalità è stimolata dall’ormone TSH, prodotto dall’ipofisi che si trova alla base del cervello e che è collegata tramite fibre nervose all’ipotalamo.

 

La regolazione del metabolismo, dunque, è responsabilità dell’asse ipotalamo-ipofisi-tiroide.

Anomalie della tiroide: ipertiroidismo e ipotiroidismo.

Due sono le più comuni anomalie della ghiandola tiroidea, oltre a malformazioni fisiche di cui accenniamo sotto. 

L’ipertiroidismo è un malfunzionamento dovuto alla produzione eccessiva di ormoni tiroidei. La forma più comune è data dal morbo di Basedow-Graves, malattia autoimmune che può colpire gli individui maggiormente gli individui tra i 20 e i 40 anni, che è accompagnato da un ingrandimento della ghiandola. I sintomi più diffusi sono l’accelerazione del metabolismo, aumento della pressione arteriosa, nervosismo, ansia, perdita di peso, battito cardiaco irregolare o veloce, esoftalmo, cioè quando il bulbo oculare sporge dall’orbita.

Nella situazione opposta, ossia di scarsa produzione di ormoni tiroidei, parliamo di ipotiroidismo.

Non sono noti particolari disturbi in fase iniziale, ma se non controllato e quindi curato, col tempo può causare problemi quali obesità, dolori articolari, infertilità, malattie cardiache.

È diffuso in quantità maggiore nelle donne, soprattutto al di sopra dei 60 anni di età.

Molto pericoloso è invece nel caso si sviluppi nel feto, in quanto comporta gravi problemi di ritardo mentale e di crescita.

Il nostro consiglio: screening alla tiroide

Il nostro esame della tiroide consiste nella misurazione del dosaggio dell’FT3 (Free T3) e FT4 (Free T4) e l’analisi del TSH (ormone tireotropo). 

Viene effettuato tramite semplice prelievo di sangue, previo digiuno di almeno 8 ore per evitare le interferenze che possono comportare gli alimenti ed eventuale astensione all’assunzione di farmaci tiroide specifici.

Il valore normale per quanto riguarda l’ormone T3 oscilla tra i 2 e i 4 pg/ml; anche se questo valore può essere alterato senza effettivi problemi alla tiroide, in caso di gravidanza.

Mentre per l’ormone T4 i valori sono compresi tra 9,9 e 17,2 pg/ml.

In caso di valori eccedenti i valori sopra citati, si parla di ipertiroidismo, al contrario, i valori più bassi indicano un caso di ipotiroidismo.

Il TSH presenta valori diversi a seconda dell’età, in particolare dai 20 anni in poi i valori ideali sono tra i 0,3 e i 4,5 microLU/ ml. Se il livello di TSH è più alto, potrebbe indicare ipotiroidismo, mentre un livello più basso, una diagnosi iniziale potrebbe indicare l’ipertiroidismo.

È consigliabile sottoporsi regolarmente a screening, soprattutto se si presentano sintomi sopra citati e comunque quando il proprio medico curante lo ritiene opportuno. 

 

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